Rispondere all’Amore … si può!

 

 
Sedici partecipanti della nostra Diocesi al Convegno annuale del CNV
 
Questa affermazione così forte rappresenta lo slogan della prossima Giornata di preghiera per le vocazioni che sarà celebrata il prossimo 29 aprile (IV domenica di Pasqua), ma è stato anche il titolo del Convegno annuale organizzato a Roma dal 3 al 5 gennaio dal Centro Nazionale Vocazioni.
Al Convegno hanno partecipato più di 800 delegati rappresentanti delle Diocesi, delle comunità di vita religiosa e consacrata nelle varie espressioni e carismi e molti degli animatori vocazionali impegnati sul campo della pastorale. Tra questi dalla nostra Diocesi erano presenti ben 16 persone guidate dal nostro Vescovo che, in qualità di presidente della Commissione episcopale per il Clero e la Vita Consacrata, presiedeva questo Convegno.
Il Convegno di quest’anno è stata un’esperienza molto coinvolgente e molto profonda sia per gli interventi di persone veramente significative (la prof.ssa Costacurta, frère Alois priore di Taizé e il card. Ravasi) sia per il clima di preghiera e di confronto che si è potuto vivere.
La presenza di una delegazione così significativa dalla nostra Diocesi è un segno importante perché testimonia un lavoro vivace che viene svolto nell’ambito vocazionale e la sincera disponibilità alla collaborazione tra realtà molto differenti (diocesi, associazioni e comunità religiose) con risultati molto fruttuosi.
Incontrare il nostro Vescovo in questo contesto nazionale e avere l’occasione di condividere con lui il nostro servizio ecclesiale durante i giorni del Convegno è stata un’esperienza molto bella che ci ha permesso di allargare i nostri orizzonti e sentirci parte di una realtà di Chiesa molto più grande e più ricca.
Torniamo carichi da questa esperienza di formazione e pronti per servire meglio la pastorale delle vocazioni nella nostra Diocesi in questo stile corale.
 
don Andrea Turchini

Pellegrinaggio a Fatima

 

 
Ogni anno la comunità del seminario vive alcuni momenti formativi durante le cosiddette vacanze. Questi tempi in cui si sospende l’attività scolastica per noi rappresentano un’ottima occasione per vivere insieme esperienze forti caratterizzate spesso anche dalla presenza del Vescovo.
Già lo scorso anno desideravamo vivere questo pellegrinaggio a Fatima, ma per una serie di circostanze non era stato possibile e così abbiamo riproposto l’iniziativa questo anno.
Perché Fatima? Perché con la Diocesi stiamo condividendo il cammino formativo su battesimo ed in particolare in questo anno vorremmo sottolineare tre dimensioni portanti dell’esperienza ecclesiale appartenente ai battezzati: la dimensione mariana, la dimensione petrina e la dimensione ecumenica.
A Fatima abbiamo voluto compiere il primo passo di questo percorso.
In Maria noi vediamo l’immagine della Chiesa e l’immagine perfetta del credente. In Maria che accoglie la Parola, noi rivediamo il mistero della Grazia che irrompe nella storia superando gli schemi e le aspettative dell’uomo.
Fatima, tra i vari santuari del mondo, ha rappresentato un punto di riferimento importante nella storia europea del XX secolo e forte era il legame del papa Giovanni Paolo II con questo luogo. Qui ci siamo incontrati con il mistero che irrompe nella storia e coinvolge la vita di tre bambini rendendoli corresponsabili del desiderio di Dio di salvare tutti gli uomini. Molte cose sfuggono alla nostra comprensione razionale, ma Fatima ci ha richiamati alla necessità di lasciarsi coinvolgere con semplicità e immediatezza da Dio che vuole salvare gli uomini grazie all’interessamento e alla presa in carico di altri uomini, scelti tra i più piccoli e poveri. Fatima ci richiama all’importanza delle preghiera di intercessione e dell’offerta di sé stessi per il bene degli altri, invitati dalla figura materna di Maria.
L’esperienza di questo incontro è stata veramente importante per tutti noi che abbiamo respirato a pieni polmoni lo spirito di questo luogo, favoriti anche da un periodo in cui la presenza dei pellegrini è molto ridotta. La presenza del Vescovo con noi è stata un altro dono straordinario perché ci ha permesso di avere un confronto in tempo reale con lui, proprio a partire da questa esperienza forte che coinvolgeva tutta la nostra comunità.
Da Fatima il nostro percorso è proseguito alla scoperta del Portogallo, nazione ancora molto legata alle radici cristiane, in cui – come abbiamo potuto scoprire – ancora il 70% della popolazione frequenta la messa domenicale (soprattutto nel nord del Paese).
In particolare la capitale Lisbona, città che ha dato i natali e il battesimo a S. Antonio di Padova, con le sue chiese (la Cattedrale Patriarcale, il monastero de Los Jeronimos), i suoi colori, la sua storia di grandi conquiste transoceaniche, ci ha fatto cogliere un altro volto dell’Europa, un volto sconosciuto ai più, ma non marginale per comprendere la storia del nostro continente.
Siamo grati di questa esperienza che ci ha permesso di toccare con mano luoghi in cui l’esperienza della fede dei semplici, come i pastorelli di Fatima, o dei grandi santi con Antonio di Padova (ma da Lisbona) ha saputo portare frutto nella vita di tanti che ancora oggi testimoniano devozione e impegno per vivere nella volontà del Signore.
 
Don Andrea Turchini
 

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